Bonino: “Ma quali irregolari, Ius soli aiuta legalità. Bimbi stranieri salvano le nostre scuole”

"La cittadinanza? Non dovrebbe essere il regalo del principe, ma essere normata come un diritto". Ius soli, intervista a Emma Bonino.

“La cittadinanza? Non dovrebbe essere il regalo del principe, ma essere normata come un diritto”. Ius soli, Emma Bonino commenta la concessione della cittadinanza a Ramy, lo studente egiziano che durante il dirottamento dello scuolabus a Crema è riuscito a recuperare il cellulare e avvisare i soccorsi, salvando  i compagni.

“In Italia dal 1992 è in vigore una legge sullo ius soli per cui un ragazzo nato in Italia da genitori stranieri può richiedere la cittadinanza quando ha compiuto 18 anni a condizione di essere stato residente legalmente e senza interruzioni dalla nascita”, spiega la senatrice di +Europa, “C’era una proposta di riforma approvata nel 2015 alla Camera e mai arrivata in Senato. Forse per ragioni elettorali al governo è mancato un po’ di coraggio. Noi sosteniamo uno ius soli temperato, la cittadinanza è un elemento di integrazione importante e senso di appartenenza. Aiuta l’ordine, la sicurezza e la legalità”.

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E invece, “molti degli italiani sono stato artificiosamente spaventati, non tanto dagli immigrati irregolari, ma soprattutto da chi ha investito e lucrato sul disordine provocato da 500mila irregolari”, continua Bonino. “Dico semplicemente che gli immigrati regolari rappresentano l’8% della popolazione. Questi bambini sono 800mila su un montante di circa 9 milioni di studenti. Se non ci fossero, chiuderemmo 35mila scuole e 65mila insegnanti andrebbero a spasso”.

In una eventuale futura coalizione, sareste disposti a fare dell’approvazione della legge sullo ius soli un vincolo per l’appoggio al governo? “Non amo i ricatti, né su questo tema, né su altri. Penso che la politica sia anche negoziato. Dipenderà da quanta forza ci daranno i cittadini italiani. Per ora ci hanno dato il 2,6%, non è che possano pretendere moltissimo”.

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